Tratto da

"Da Scario agli Infreschi. Guida a una costa dolomitica"

di  

Angelo Guzzo - Luciano Colombo

Origine del toponimo 
  
Molte ipotesi sono state avanzate, circa l'origine del nome Scario, da vari studiosi di toponomastica. Alcuni hanno voluto far derivare l'attuale toponimo dal termine greco Skariòs = piccolo cantiere navale e tale derivazione, secondo noi, è senz'altro la più attendibile, in quanto Scario, fin dai suoi primissimi tempi, ebbe sempre una fiorente schiera di calafati addetti alla riparazione delle barche da pesca, industria, questa, che ha sempre costituito il principale mezzo di vita dei suoi abitanti. Altri hanno voluto far derivare Scario da "scarico", in considerazione del fatto che, nei tempi passati, in mancanza di normali vie di comunicazione terrestre e di mezzi idonei, i trasporti avvenivano esclusivamente per via mare a mezzo di grossi bastimenti a vela e veniva chiamato "scario", sincopato di "scarico", il luogo dove avveniva il carico e lo scarico. Altri ancora hanno voluto vedere in Scario la forma italianizzata di scariu, termine dialettale diffuso anche in alcune zone della Calabria, che  ancor oggi usano i pescatori locali per indicare un breve tratto di spiaggia sul quale vengono portate in secco le barche. Secondo noi il toponimo Scario potrebbe derivare anche dal termine greco skaròs cioè scaro, pesce di forma tozza e dalle tinte vivacissime, oggi diffuso quasi esclusivamente nelle zone equatoriali, ma una volta abbondantissimo lungo la costa del Cilento.


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