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Tratto da
"Da
Scario agli Infreschi. Guida a una costa dolomitica"
di
Angelo
Guzzo - Luciano Colombo
Primo
insediamento
Secondo la tradizione locale, intorno
all'anno 1000 a.C., alcuni popoli sabellici sarebbero giunti in queste plaghe
e, attratti dalla mitezza del clima e dalla bellezza del sito, vi avrebbero
trasportato i propri armenti ed eretto l'ara delle loro divinità.Tali popolazioni sarebbero rimaste in questi luoghi per circa cinque
secoli, fino, cioè, all'inizio della grande espansione coloniale ellenica
nell'Italia meridionale. Nel 470 a.C. i Greci di Clistene, in cerca
di nuove terre da coltivare e di nuovi approdi per i loro traffici,
sarebbero stati gettati da una furiosa tempesta nella Marina dell'Olivo ed
avrebbero messo in fuga i pacifici Sabelli, costringendoli a rifugiarsi sui monti.
Clistene, attratto dal fascino del paesaggio, così somigliante a quello
della madre patria, si sarebbe stabilito sul posto con i suoi compagni,dando vita ad un piccolo villaggio cui avrebbe posto il nome di
Skaiòs, termine che significava "poco propizio", "sfavorevole", ad indicare,
evidentemente, la triste circostanza del naufragio. L'esistenza di tale
insediamento è assai attendibile in quanto, nel 1924, nel corso di scavi
operati per la costruzione del cimitero di Scario, furono rinvenuti presso la
Marina dell'Olivo alcuni reperti archeologici risalenti ad epoca remotissima.
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