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Tratto da
"Da
Scario agli Infreschi. Guida a una costa dolomitica"
di
Angelo
Guzzo - Luciano Colombo
Vicende
storiche
Nella prima metà del V secolo d.C., al tempo delle incursioni barbariche
in Italia, seguendo le stesse sorti della vicina Policastro, Skarius
veniva completamente distrutta dai Vandali di Genserico. Solo pochi
abitanti riuscivano a scampare all'eccidio, trovando rifugio sulle
impervie rocce della Masseta, ove non poteva arrivare la furia dei
barbari. Dopo la metà del VI secolo, con l'instaurazione del dominio
bizantino in Italia, tutta la zona del Golfo di Policastro attraversò un
periodo particolarmente sereno e fecondo. Venuto meno, infatti, il timore
delle incursioni e delle distruzioni ad opera dei barbari, la popolazione
costiera, che si era rifugiata nella dolorosa circostanza delle invasioni
vandaliche sulle alture circonvicine, cominciò a ripopolare il litorale,
favorendo in tal modo un notevole risveglio dell'attività marinára. Fu
in tale periodo che l'antico borgo di Skarius, dopo circa un secolo e
mezzo dalla sua distruzione, come araba fenice, cominciò a risorgere
dalle proprie ceneri. (...)
Nei primi
anni del IX secolo un nuovo, gravissimo pericolo cominciò a profilarsi
all'orizzonte della pacifica e laboriosa vita di Skarius
e delle coste limitrofe: le scorrerie dei Saraceni. Questi,
provenienti dalle coste settentrionali dell'Africa avevano raggiunto
le coste del Cilento, diffondendo il terrore tra le popolazioni indifese e
costituendo un costante pericolo specie per i centri rivieraschi. (...)
Nell'anno 915 i Saraceni di Agropoli e di Camerota, accecati dallo stesso
feroce proposito, sbarcavano nel cuore della notte nel Porto dell'Olivo,
saccheggiando spietatamente la vicina Policastro e quindi si avventavano su
Skarius. Molti abitanti, sorpresi nel sonno, furono uccisi, altri
presi prigionieri e condotti in schiavitù. Il borgo fu dato alle fiamme.
I pochi superstiti riuscirono a trovare scampo nelle campagne circostanti.
(...) Solo nel 1152, grazie all'intervento del Conte Simone, figlio
di Ruggero II, Duca di Calabria Scario ritrovò un pò di
tranquillità. (...) Tuttavia altri pericoli erano in agguato.
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